board icn-card check download facebook globe linkedin links links1 login mail paper pfeil pfeil_dropdown icn-phone print rechts rechts1 schluessel suche telefon twitter x xing youtube Information Outlook / Mail Google+
 

Chiama il nostro Servizio Clienti:

+39 051 4389 330
(lun-ven 9.00 – 13.00/ 14.00 – 18.00)

Scrivi al nostro Servizio Clienti:

Invia un messaggio
To top
Ragazza mezzo busto su sfondo sfuocato

International AirPlus Travel Management Study 2018 - Parte 1

 

AirPlus Travel Management Study 2018: le aziende sono sempre più in viaggio e cresce la fiducia nel settore del business travel

  • Sale al 35% la percentuale di TM in tutto il mondo che si aspetta un incremento dei viaggi d’affari. Solo l’8% invece prospetta un calo - dato più basso mai registrato dall’ITMS dal 2009
  • Fiducia e ottimismo anche in Italia, dove il settore del business travel cresce nonostante il quadro politico-economico incerto
  • I TM prevedono un aumento delle spese aeree e di accomodation. Chi spende di più fa meno ricorso alle compagnie low cost
  • Business travel anglosassone in crisi? In UK, l’effetto Brexit porta previsioni negative circa l’impatto sui viaggi aziendali, e in USA sempre meno aziende prevedono un’influenza positiva dell’economia sul settore
  • Tecnologia e viaggi business, un connubio vincente: il 2018 è sempre più digitale. Tra i trend in evidenza ci sono digital authentication, virtual payment e virtual travel assistance

Milano, 12 aprile 2018 – Il mondo continua ad andare avanti: è questo quello che emerge dai risultati della tredicesima edizione dell’AirPlus Travel Management Study, ricerca annuale sullo stato dei viaggi d’affari condotta da AirPlus International, che quest’anno ha coinvolto 870 TM e 2.180 viaggiatori d’affari in 24 Paesi. La percentuale di TM che prevedono un aumento dei viaggi prenotati da parte delle rispettive aziende è salita a livello mondiale, toccando il 35%. In modo simile, coloro che si aspettano una riduzione dei viaggi sono diminuiti, arrivando all’8%. Era dal 2009 che non si registrava un dato così basso.

“La ricerca di quest’anno, a differenza delle scorse edizioni, mette in luce una maggiore corrispondenza tra scenario economico dei singoli Paesi ed aspettative di Travel Manager e viaggiatori d’affari circa l’andamento del settore – ha commentato Daniele Aulari, Country Manager AirPlus International Italia – Sia in economie in espansione, come quelle emergenti, che in Italia, dove tutti gli indicatori economici sono in miglioramento, gli operatori del settore confidano in un incremento dei viaggi d’affari. Altrove, come ad esempio in UK per effetto Brexit, si registra un maggior pessimismo”, conclude Aulari.

TM e viaggiatori d’affari a confronto
TM e viaggiatori business sono tendenzialmente concordi sulle aspettative di crescita del settore dei viaggi d’affari.

Di tutti i 24 Paesi analizzati nello studio, è l’India ad avere la maggior percentuale di TM (77%) e viaggiatori d’affari (70%) a prevedere un incremento dei viaggi, in linea con le cifre fornite dalla Global Business Travel Association. Il Belgio è l’unico Paese in tutto il mondo dove sono più i viaggiatori che prevedono una flessione (25%) piuttosto che un aumento (17%) dei viaggi.

Per quanto riguarda gli effetti dell’economia globale sul settore dei viaggi d’affari, invece, TM e viaggiatori d’affari vedono le cose diversamente, sia a livello globale che italiano. La percentuale dei TM a ritenere che l’economia stia portando benefici al settore (27%) è molto inferiore a quella dei viaggiatori d’affari (42%): mentre i primi, infatti, sono influenzati da una prospettiva aziendale (che include anche i costi legati alle trasferte), i secondi adottano una visione maggiormente orientata alle opportunità di viaggio.

A livello geografico, anche in questo caso l’India ha la maggior proporzione di viaggiatori di tutto il mondo (69%) che ritiene che l’economia stia influendo positivamente sui viaggi. Il Sudafrica ha invece la quota maggiore convinta del contrario (41%).

Focus Italia

Nel 2017, il mercato dei viaggi d’affari delle imprese italiane è cresciuto di un milione di trasferte, arrivando a 30,8 milioni, con una spesa di quasi 20 miliardi di euro (Fonte Nova 2018).

I risultati dell’ITMS dimostrano un generale ottimismo anche per il 2018: il 30% dei TM intervistati si aspetta un aumento dei viaggi aziendali, mentre praticamente nessuno (2%) prevede un calo (percentuale inferiore alla media mondiale, ad eccezione della Turchia).

Le cifre sono positive anche per i viaggiatori d’affari: il 41% degli intervistati prevede di viaggiare di più nei prossimi 12 mesi, mentre solo il 5% ha in programma di effettuare meno viaggi.

Relativamente all’impatto dell’economia sul settore, ben il 58% dei viaggiatori ritiene che stia avendo un effetto positivo contro solo il 18% dei TM, tra cui propende una visione maggiormente pessimistica se si considera che ben il 25% di loro percepisce un’influenza negativa dello scenario economico sul business.

Regno Unito e Stati Uniti: cosa sta cambiando?

Emblematico il caso britannico: il numero di TM che ritengono che l’economia stia avendo effetti positivi sui viaggi d’affari è sceso dal 50% dell’anno scorso al 30% di oggi. Coloro che identificano un effetto negativo sono invece saliti dall’11% al 17%.

Se a questo si aggiunge che solo il 25% prevede più viaggi per l’anno che ci aspetta, esattamente la metà di coloro che pensavano così un anno fa, è facile attribuire all’effetto Brexit questo vistoso calo.

Guardando oltreoceano, anche gli USA hanno registrato un grande cambiamento negli ultimi 12 mesi. Lo scorso anno, il 71% dei TM americani prevedeva un aumento dei viaggi nelle rispettive aziende, il dato più alto di tutto il mondo. Quest’anno la percentuale è precipitata al 43%, verosimilmente a causa delle politiche commerciali protezionistiche. Sebbene ancora superiore alla media globale, il dato contrasta col vicino Canada, dove il numero di TM che si attende una crescita dei viaggi è salito dal 25% del 2017 al 45% del 2018.

Spese di viaggio: come si comportano le aziende?

In linea generale, lo studio rivela la preoccupazione dei TM circa l’aumento delle spese di viaggio. Sul fronte delle voci di spesa, i TM sono concordi nell’individuare nei voli aerei la principale causa dell’incidenza di questo incremento: il 41% a livello mondiale sa di dover mettere a budget maggiori spese per i voli - per quanto una piccola minoranza (13%) sia fiduciosa sulla possibilità di ridurli. Sono meno i TM che temono aumenti delle spese di hotel (36%), autonoleggi (24%), meeting e convention (23%) e viaggi in treno (19%).

Chi più spende si preoccupa maggiormente dell’aumento dei costi, nonostante il superiore potere di acquisto. Infatti, il 46% delle aziende con elevati budget di viaggio ritiene che i propri costi per le trasferte aumenteranno nei prossimi 12 mesi, contro il 42% delle aziende a medio volume di spesa e il 38% di quelle che spendono di meno.

È interessante notare come chi dispone di budget elevati per i viaggi faccia poco ricorso all’utilizzo delle compagnie low-cost, probabilmente perché ha necessità di raggiungere destinazioni intercontinentali, generalmente poco servite dai vettori non tradizionali.

2018 - Future trends: quali sono le soluzioni tecnologiche più rilevanti per il business travel di domani

Quali sono le tendenze che influiscono maggiormente sul business travel? L’ITMS ha sottoposto a TM e Business Traveller alcuni trend in atto e chiesto quali saranno quelli più rilevanti in futuro: dalla digital authentication alla virtual travel assistance passando per i pagamenti virtuali, ecco su cosa devono puntare aziende ed operatori.

Digital Authentication

Con l’evoluzione della tecnologia digitale, aumenta anche la necessità di soluzioni "confortevoli" nel settore dei viaggi d'affari, dove la parola d'ordine è la centralità del viaggiatore in un’ottica di semplificazione del viaggio, riduzione dello stress e convenienza. Non risulta quindi strano che tra i temi caldi per il futuro del business travel ci sia quello della digital authentication: il 45% dei TM e ben il 57% dei business travelers ritiene questo processo estremamente rilevante nell’ambito dell’intera journey experience.

Una delle tecnologie più promettenti per il futuro è rappresentata dalla biometria, tecnologia che potrà cambiare radicalmente il modo di viaggiare o di effettuare pagamenti: scansione dell’iride e di riconoscimento facciale per un “imbarco biometrico” o per autorizzare transazioni finanziarie; postazioni di registrazione o di consegna dei bagagli automatizzate sono solo alcuni esempi concreti dell’implementazione di questa sorprendente tecnologia nel prossimo futuro.

Pagamenti Virtuali

I pagamenti virtuali, che costituiscono già oggi un’importante risposta per il business travel, si confermano tra i trend più rilevanti del futuro.

Sono infatti una tendenza in forte ascesa a livello globale, riconosciuta sia dai TM (42%) che dai business travelers (38%), che guardano con favore crescente a queste nuove opzioni di pagamento perché oltre ad essere flessibili e sicure, consentono l’integrazione di tutte le spese in un unico processo, una maggiore trasparenza e sono una fonte preziosa di informazioni sulle trasferte.

“L'era digitale sta rivoluzionando anche il settore del business travel e impatta necessariamente sui sistemi di pagamento - afferma Daniele Aulari, Country Manager AirPlus – Le transazioni avvengono sempre più spesso tramite dispositivi mobili, e pertanto dobbiamo essere pronti a cogliere le sfide che questa evoluzione comporta.

Di questo si stanno accorgendo tutti gli operatori di settore e anche il legislatore: non dimentichiamo ad esempio la recente entrata in vigore della PSD2, che rende più sicure le transazioni e abolisce il sovrapprezzo per pagamenti con carte di debito e di credito” conclude.

Travel Virtual Assistance

Diciamolo: affrontare una trasferta business significa gestire uno stress.

In questo contesto l’utilizzo dell’innovazione e dei dispositivi IT può aiutare a diminuirlo.

Non sorprende quindi che una delle tendenze emerse dal ITMS18 sia la travel virtual assistance, un trend ancora più significativo se si considera la progressiva crescita del ruolo dei Millennials, abituati all’uso dei nuovi “tools digitali” sia per la gestione del viaggio che per la condivisione e l’enrichment dell’experience.

Sicuramente si tratta di una necessità più rilevante per chi viaggia – è infatti apprezzata da ben il 54% dei viaggiatori d’affari - ma che inizia a prendere piede anche tra chi organizza il viaggio, dove il 28% dei TM ne riconosce il valore e le potenzialità, tra cui la gestione delle richieste in tempo reale, con conseguenti benefici in termini di tempo e soddisfazione del viaggiatore.

Che si tratti di prenotare biglietti aerei, camere d'albergo, pianificare l'itinerario di viaggio, grazie all’assistenza virtuale il viaggiatore godrà di un supporto continuo e in tempo reale e l’azienda beneficerà di una significativa riduzione dei costi.

Vuoi saperne di più? Scarica lo studio

To top

Diritti sull'immagine

Cambia

https://www.airplus.comhttps://www.airplus.com/it/it/notizie-ed-eventi/notizie-ed-eventi/stampa/comunicati-stampa/airplus-travel-management-study-2018-parte-1.html