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AirPlus Travel Management Study 2016

AirPlus Travel Management Study 2016: in Italia vince l’ottimismo con il 39% dei TM che prevede un incremento del numero dei viaggi, circa il doppio rispetto allo scorso anno.

Milano, 06/04/2016

  • A livello mondiale il 19% dei travel manager indica una diminuzione del numero dei viaggi ma sono il 31% coloro che si aspettano una crescita delle prenotazioni
  • I paesi BRIC, ad eccezione dell’India, prevedono una frenata maggiore del business travel dovuta alla situazione economica di alcune aree, tra cui la Cina
  • Nonostante i trend globali indichino un aumento della spesa superiore al volume dei viaggi, in Italia il numero delle trasferte supererà quello della spesa.
  • Circa la metà dei travel manager pensa che l’economia non influenzerà le trasferte di lavoro, ma sono quasi un terzo coloro che si aspettano un’incidenza negativa
  • Tra i trend 2016 che influenzeranno il settore ci sono le App, i pagamenti mobile e virtuali, sempre più riconosciuti dai travel manager

Il 2016 sarà l’anno della frenata dei viaggi d’affari? O piuttosto, seppur con qualche variazione a livello geografico, il mercato del business travel si manterrà in equilibrio stabile e slegato dall’andamento dell’economia globale? I risultati dell’undicesima edizione dell’AirPlus Travel Management Study condotto in 24 paesi tra cui l’Italia, mette in evidenza che il 19% dei circa 850 travel manager intervistati, si aspetta un rallentamento del mercato del business travel. Pur se piccola, è la più alta percentuale mai registrata dall’inizio della crisi del 2009 a prevedere una contrazione per i prossimi 12 mesi. Sono i paesi BRIC, a eccezione dell’India, ad accusare un maggior rallentamento delle trasferte d’affari. Le ragioni potrebbero risiedere nella decelerazione dell’economia cinese e nella forte flessione dei prezzi delle materie prime.

Il 2016 si caratterizza anche per un calo delle aziende che si aspettano un incremento del numero di viaggi, la cui percentuale passa dal 35% nel 2015 al 31%.

Analizzando nel dettaglio i dati dell’AirPlus International Travel Management 2016, si scopre che, se metà dei travel manager intervistati ritiene che l’attuale clima economico non influenzi i viaggi d’affari, la proporzione di coloro che sono convinti che abbia un impatto negativo (29%) è decisamente superiore rispetto a chi si attende un effetto positivo, la cui percentuale è del 20%.

A livello geografico si registrano tuttavia delle variazioni, dettate dalle diverse prospettive economiche: l’India, in fase di espansione, riporta il numero più elevato di manager ottimisti (47%), seguita dalle tre economie occidentali in più rapida crescita: Regno Unito (46%) e USA (45%).

La situazione italiana

Nel nostro Paese si assiste da anni a un trend dove il business travel è relativamente slegato dall’andamento dell’economia locale, finendo così per non influenzarlo in modo sostanziale. Il 46% dei travel manager intervistati ritiene, infatti, che per il 2016 il clima economico non avrà effetti sulle trasferte di lavoro, il 28% che influenzerà negativamente i viaggi (in calo di 6 punti percentuali rispetto al 2015), mentre un travel manager su quattro (25%) è convinto che l’attuale situazione economica avrà effetti positivi sui viaggi d’affari; una percentuale in crescita dell’1% rispetto allo scorso anno e di 5 punti percentuali più alta rispetto alla media mondiale (20%).

Le previsioni relative al numero di trasferte si rivelano, invece, in controtendenza rispetto ai dati mondiali: solo il 5% degli intervistati italiani dichiara che i viaggi diminuiranno mentre addirittura il 39% ne prevede un aumento (circa il doppio rispetto al 2015).

Spesa dei viaggi elemento chiave

Per il secondo anno consecutivo l’AirPlus International Travel Management Study conferma il permanere di un trend secondo il quale le aziende a livello internazionale continueranno a veder aumentare i costi delle trasferte, in particolare la spesa crescerà più rapidamente rispetto al numero dei viaggi. Sono il 41% i travel manager a livello globale che si aspettano di pagare un maggior costo per le trasferte, rispetto a coloro che pensano a un calo (18%). Questo dato supera quello di chi non prevede variazioni (40%), nonostante una lieve flessione rispetto al 44% di previsioni di aumenti registrata lo scorso anno.

Le aziende che riportano un maggiore aumento di questa voce di spesa si trovano in India (63%), seguita dalla Spagna (52%) e Germania (51%).

Le motivazioni di questi incrementi vanno ricercate nel miglioramento di alcune economie emergenti, nell’aumento dei costi dei servizi di viaggio, nell’acquisto di servizi ancillari per garantire ai viaggiatori un maggior livello di comfort, prima e durante il viaggio.

Anche in questo caso l’Italia presenta previsioni più rosee con il 28% dei suoi travel manager che ritiene che la spesa per i viaggi d’affari aumenterà, contro il 39% convinto di un aumento del numero di viaggi. Mentre il 15% (+ 5% rispetto al 2015) degli intervistati italiani crede che la propria spesa calerà.

Aerei, hotel, treni: dove vanno a finire i soldi?

I travel manager che hanno dichiarato di veder aumentare nei prossimi 12 mesi i costi di viaggio della loro azienda, sono concordi nell’individuare nei voli aerei la principale causa dell’incidenza di questo incremento: il 41% a livello mondiale sa di dover mettere a budget maggiori spese per i voli, contro il 35% che si aspetta una crescita dei costi degli hotel; il 18% è, invece, la percentuale di coloro che prevedono un incremento delle spese per i treni. Le proporzioni rimangono simili anche in Italia, dove il 30% di chi pensa che i costi di viaggio dei loro dipendenti aumenteranno attribuisce ai voli la causa di tali costi; il 21% lo imputa agli hotel e il 20% all’aumento della spesa ferroviaria.

“Una delle sfide che i travel manager devono affrontare oggi è dare ai viaggiatori non solo strumenti di prenotazione ma anche di pagamento, di comunicazione e altri tool di gestione delle trasferte che si integrino nelle policy aziendali”, dichiara Diane Laschet, Amministratore Delegato di AirPlus Italia. “Per questo è necessario che essi conoscano le opportunità che le tecnologie digitali e i nuovi trend possono offrire loro, aiutandoli a semplificare i processi di gestione dei viaggi d’affari, ottimizzando i costi e ridisegnando proposte coerenti con le esigenze dei viaggiatori business, che vogliono compiere sempre più azioni in mobilità, in condivisione e in sicurezza. Obiettivo della nuova edizione dell’International Travel Management Study è dare delle utili indicazioni affinché le aziende possano adattarsi all’innovazione digitale in modo repentino ed efficace”, conclude Laschet.

I 6 trend globali 2016 visti dai travel manager

Da tempo le aziende hanno compreso come l’innovazione abbia rivoluzionato in modo sostanziale la vita delle persone: l’uso delle informazioni, la condivisione dei propri interessi, l’esperienza di acquisto online e tanto altro sono diventate abitudini quotidiane grazie all’uso delle tecnologie digitali.

In questo scenario di digital transformation è necessario che le organizzazioni comprendano quali sono i trend, le nuove tecnologie e gli approcci al mercato in cui operano che, se ben interpretati, possono rendere più competitiva la loro offerta intercettando la richiesta di clienti e consumatori.

Anche il business travel è strettamente connesso a questa evoluzione e continuerà a essere trainato dell’innovazione digitale per i prossimi anni, aspetto che i travel manager dovranno sfruttare per offrire ai propri dipendenti soluzioni di viaggio che maggiormente si adattano alle loro esigenze in rapida evoluzione.

In questo scenario AirPlus ha chiesto ai travel manager di indicare i macro trend che nel 2016 influenzeranno società. Sono state individuate 6 principali tendenze che mostrano un mondo sempre più IT-driven e interconneso.

Una grande maggioranza considera la sicurezza dei dati, i social media, la mobilità sostenibile e la globalizzazione trend in crescita o già presenti, a seguire i big data e la sharing economy. Riconoscerli è fondamentale poiché esercitano un’influenza determinante sullo sviluppo dei viaggi d’affari.

Scendendo nel dettaglio, la sicurezza dei dati viene indicata come trend dall’88% degli intervistati a livello globale, dettata dalla necessità di far viaggiare le informazioni in modo sicuro durante le trasferte e, nello stesso tempo, dalla garanzia da parte dei fornitori di servizi di viaggi di gestire in sicurezza i dati personali dei dipendenti.

Sono l’88% coloro che considerano i social media un trend per la loro azienda; la condivisione delle informazioni e delle esperienze è un aspetto importante anche per il viaggiatore d’affari, ma lo è altrettanto per il datore di lavoro che può comunicare con il proprio dipendente in tempo reale.

Se parliamo di mobilità sostenibile, negli ultimi anni essa è diventata un tema a cui le aziende guardano con più attenzione perché chiamate a ridurre al minimo l’impatto dei viaggi sull’ambiente, massimizzando l’efficienza e i costi: per il 77% dei travel manager è un trend da analizzare con attenzione.

La globalizzazione, che ha prodotto e continua a guidare uno spostamento imponente di merci e persone nel mondo, viene segnalata come tendenza dall’85% degli intervistati e spiega in parte il motivo per cui quest’anno lo Studio di AirPlus ha rivelato come molti travel manager si aspettano un aumento del numero di viaggi e quindi dei costi.

Big Data e sharing economy, pur essendo considerati elementi tecnologici importanti sono riconosciuti trend rispettivamente dal 59 e dal 60% dei travel manager; il dato della sharing economy risente sicuramente del fatto che l’applicazione in ambito aziendale e business travel non è ancora sviluppata.

L’Italia traina le tendenze globali mostrando percentuali più elevate per ogni segmento, in particolare si evidenzia un netto stacco in ambito social media dove ben il 91% delle aziende lo considera un importante trend.

Pagamenti digitali in aumento

App, pagamenti mobile e virtuali sono i trend che maggiormente influenzeranno i viaggi d’affari per i prossimi 12 mesi.

Pur essendo strumenti di pagamento relativamente giovani, mobile e virtual payment stanno guadagnando un riconoscimento sempre più ampio: circa 3/5 dei travel manager (61%) affermano che hanno già prodotto effetti nel settore dei viaggi d’affari, contro l’11% che non ne comprende le potenzialità. L’impatto dei pagamenti mobile aumenta più del doppio se si considerano i paesi emergenti, con il Messico in cui ben il 95% degli intervistati ne dichiara gli effetti sul settore.

Sono il 70% coloro che nel nostro Paese sostengono l’importanza dei pagamenti virtuali, posizionando l’Italia trend setter di questo segmento. La percentuale diminuisce rispetto ai dati globali se si considera il settore dei pagamenti mobile, in cui il 54% dei rispondenti italiani ne recepisce l’importanza dell’uso.

Dando uno sguardo alle business app, il 68% degli intervistati a livello mondiale le ritiene strumenti necessari a fornire utili servizi di viaggio ai propri dipendenti, gestendo in tempo reale i dati. In Italia la percentuale di chi ne riconosce il trend è del 59%.

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